giovedì 7 maggio 2020

SFACELO


Gioco artificiale e platonico di specchi

sempre mutevoli

con tante facce e tante luci,

non trovo il filo interiore

quello vero e profondo,

cado così nel gioco delle invenzioni

delle contraddizioni.

Una totalità non trovata

che rivela disagio, sofferenza.

Cerco rifugio altrove

senza sapere dove

ma ciò che mi rimane di questa umana fatica

è la coscienza di una prigionia

e mi sento rinchiuso nel cerchio delle mie abitudini

che si avvicendano in modo sterile.

Sogno impossibili evasioni attraversato da sussulti e vertigini

invano lotto per non essere travolto dal tempo

ma l’amore mi appare perduto

tra la cenere dell’esistenza.

Archivio la memoria

come un mondo ormai passato per sempre

fatto di resti sospetti,

tracce che tendono a scomparire nel tempo

come carte antiche e indecifrabili

vere e proprie reliquie.

Sopra tutto questo sfacelo

aleggia sovrano il sentimento del tempo

che sfugge, che rovina, che travolge.

Non mi rimane

che una ragione stanca, ferita

al limite della resistenza

ma non vinta

che cerca in fondo alla dolcezza,

nella disperazione,

la speranza d’una morte amica.



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