VIAGGIO NELL’ANIMO MIO
Muta di parole e sguardi,
la mia mente vaga lontano in
penombra
dove il pensiero non ha
confini
e tutto può sembrare reale.
Così, col bisogno del ricordo
e del pianto,
penso al mio passato e alla
sua perduta giovinezza,
al mio presente fatto di
tempo fuggente,
al mio futuro sconosciuto ed
incerto nelle sue mille paure.
Quanta dolcezza nel guardarsi
dentro e perdersi in sé stessi!
Quali emozioni
nel vagare libero tra
solitudini e silenzi profondissimi!
Mi scuoto
e lentamente mi desto da un
viaggio
nel profondo della mia anima,
del mio essere così fragile,
così indifeso
rispetto alla grandiosità
della mia vita.
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LA LEGGENDA DI CAMILLA
Chi di realtà si nutre
defunta ombra del nulla
eterno è,
chi ai sogni crede,
la collera del tempo affamato
vincerà nei secoli.
Fra i castelli fatati dei mie
sogni
Illa io ti sto inseguendo,
è la tua leggenda.
Gelosi folletti la raccontano
in sogno.
Una notte di duemila anni or
sono,
Camilla, una leggiadra ed
esile ancella,
scrisse nel suo cuore:
“L’amor non vien da me, la
fede stanca illusione,
la mia tenera età fior che
appassisce,
ai sogni affido il mio avaro
destino”.
Disperata ma senza lacrime,
corse verso quel dirupo che
dominava quella valle
incantata da filtri magici,
popolata da gnomi,
e da lassù altissima si gettò
gridando al vento prima di
schiantarsi al suolo:
“Io vivo e vivrò per sempre”.
Sopra quella valle,
il tempo arrestò la sua corsa
affannata
e, come per incanto, tutto
restò immutato.
Ed ancor oggi, duemila anni
dopo, il viandante solitario
che ignaro non conosce la
storia di lei
ed attraversa quell’angusta e
remota valle,
senza veder né capir nulla,
ode nel leggero mormorio del
vento,
l’eco della voce del fantasma
di lei
che ripete ancora:
“Io vivo e vivrò per sempre”.
Sì, nella mia fantasia,
tu Illa sei viva
e vivrai per sempre
con me.
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TU BAMBINA
Tu bambina, tu semplicità,
tu gioia e serenità, tu
l’infinita innocenza.
Tu che vivi felice i giorni
della tua giovinezza,
tu che ti affacci con paura
alla tua adolescenza.
Dai tuoi occhi traspare
ancora
la magia di un mondo che sa
di fantasia
e chissà se il tuo piccolo
cuoricino
riuscirà ad esprimere ciò che
sente dentro.
È sbocciato adesso un amore
e forse stai provando
qualcosa che non hai mai provato prima,
sarà per te il primo dolore
ma sarà dolce lo stesso come
il succo d’una caramella,
e le prime lacrime
avranno ancora lo splendore
della tua innocenza.
I tuoi pensieri sono di amori
fugaci,
i tuoi giochi tenere
primavere
e tu ora dondoli spensierata
nell’altalena dei tuoi desideri
come quando stringevi la tua
bambola
che hai perso ormai.
Dipingerai di sogno i tuoi
giorni,
colorerai d’arcobaleno
persino i tuoi disegni
e li annoterai dolcemente nel
tuo caro diario.
Vorrei regalarti una vetrina
e riempirla dei tuoi sentimenti
così chiunque, sostando lì,
scoprirebbe la ricchezza che
hai dentro.
Crescerai in fretta e non mi
vedrai più con gli occhi di bambina
so che ti perderò per sempre.
Mille ed infinite parole non
bastano a descriverti,
mille ed infinite poesie
non potranno farti capire
quanto sei importante
ma quello che provi dentro
non crescerà mai,
servirà a farmi rivivere
ricordi di adolescenze perdute.
Con te bambina
correremo insieme e voleremo
via lontano
verso nuovi orizzonti,
lì, resteremo per sempre
anche se dovrò dirti mille ed
infinite volte: “Tu bambina”.
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DOLCE SILENZIO
Dolce silenzio
cosa mi nascondi?
chi può dirmi se m’inganni?
se dolori e tempeste son
prossimi?
e mentre io,
estasiato,
dalla dolce tua magia mi
lascio rapire,
chissà quant’altra gente
soffre, si dispera,
s’abbandona.
Dimmi o dolce silenzio
dov’è celata la chiave
dell’umana esistenza?
Che sarà di me?
e fin quando goderti posso?
perché eterno peregrinar è
questo nostro viver
e quel poco di pace che mi
vuoi offrir
è gran gioia per me e di essa
mi nutro
errando solitario per i campi
tra immote piante e assopite
creature.
Dolce silenzio,
immenso tu sei
ed il mio esser fragile
dinanzi a te si perde sotto
l’azzurro del cielo
come piccola cosa tra le
innumerevoli cose,
come formica d’un enorme
formicaio
persa tra tutte le altre.
O dolce e profondo silenzio
che all’eterno sonno somigli,
prendimi con te e invasami,
i miei tormenti assopisci,
e nel tuo languor pacato,
supino m’addormento in un
dolcissimo morir,
forse senza mai più mirar
la viva luce del sole.
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IL MIO IO COSMICO
Vedo vivere e sfiorire
intorno a me
inesorabilmente
le persone, le cose, le
stagioni
preda d’un sentimento panico
dell’universo.
Trovo conforto abbandonandomi
nella natura
per dimenticare in essa la
mia forma umana
accogliendo nel sangue
il brivido solare d’una vita
pura.
Il mio io cosmico pone la
propria oggettività
per poi tornare a se stesso
nel perpetuo flusso della
vita.
Mi fondo nella natura
contemplando il momento in
cui l’amore
sarà libero fuori dal corpo
per farsi cielo.
Sublimo l’anima con i sensi
ma non interrompo il contatto
fisico col mondo.
Forse spero di trovare in
fondo alla strada percorsa
il silenzio e la solitudine
dell’universo
anche quando silenzio e
solitudine
sembrano chiudermi e annientarmi.
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DESIDERIO D’INFINITO
Un sentimento dell’esistenza
umanissimo
mi scorre dentro,
la mia spiritualità
è attraversata da malesseri
sublimati
da torpori e da abbandoni,
trasalimenti e sofferenze
confessate,
si distacca dalle cose
terrene
diventa consapevole della
fugacità umana,
è poesia per questo suo
fluire
in mezzo alla vita
non ancora del tutto
purificata
non ancora donata a una fede.
Le mie parole sono ultime
gocce d’una vena
che ha già dato ciò che
poteva dare.
La strada che porta alla
bontà
mi libera dall’ansia
restituendomi un desiderio d’infinito.
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EGOISMO SOLITARIO
Sono il re
del mio egoismo solitario
che ha coscienza
soltanto per esprimerla in
privato
in una totale esaltazione dei
sensi.
Io non cerco più
un rapporto dialettico tra me
e gli altri
e la mia concezione
estetizzante della realtà
diviene dominio sulla folla,
forma una solitudine privata
dove il mio pene riaffiora
docile tra le mie mani
fino a divenire una strana
sensualità
fuori dai sensi
trasformata in un processo di spiritualizzazione.
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CLAUDIO CISCO dicono di me...
Appassionato dell'arte in
tutte le sue forme e manifestazioni, trova prestissimo la propria realizzazione
artistica nella letteratura, anche perchè sollecitato sin da giovanissimo da
una innata predisposizione verso la scrittura che si è rivelata sempre viva e
costante. Compone incessantemente sia in linguaggio poetico che in quello prosaico.
Tra i temi trattati dall'autore con maggiore interesse durante questo cammino
letterario spiccano l'amore per l'adolescenza e più in generale per la
giovinezza, la continua e spasmodica ricerca di un contatto quasi epidermico
con la natura come rifugio personale fin quasi a sentirsi in perfetta simbiosi
con essa, la sempre presente attrazione verso l'irrazionale e l'indefinito che
trova nel mondo della fantasia e dell'onirico, del misterioso e del fabuloso,
la pià alta espressione della sua creatività. Malinconia e tristezza, desiderio
d'evasione e tematiche esistenziali ma anche romanticismo e psicologia
dell'animo umano, rappresentano i sentimenti e le attitudini più consoni
all'autore che traspaiono riflessi emergendo attraverso i personaggi da lui
creati che sono sempre gli ultimi e i disadattati, i sensibili e gli
incompresi. Una fondamentale svolta nella creatività dell'autore, è stata data
dalla sua recente conversione alla religione evangelica e cristiana che,
avvicinandolo fortemente alla fede, gli ha permesso un radicale cambiamento di
sentimenti e tematiche delle proprie opere, facendolo aprire conseguentemente
all'ottimismo e alla certezza della speranza. I testi sprizzano da tutti i pori
gioia e positività che hanno sostituito quel buio e quella negatività che vi
aleggiavano prima della conversione.
Malinconico e meditativo
per natura, rivela sin da piccolo in trasparenza una sensibilità profondissima ed una straordinaria
vocazione per la scrittura. Sospinto da un innato talento e da un'incessante
ispirazione artistica che si alimentano progressivamente col trascorrere del
tempo e con le esperienze di vita, segue parallelamente sia la strada della
poesia, sia quella della narrativa, restando fedele ad un genere che richiama
allo stile romantico e triste talvolta ironico con notevoli slanci verso
l'onirico e il misterioso, sempre attentissimo e portato verso introspezioni
psicologiche.
Spirito irrequieto ed artisticamente creativo. Scrive
in prosa e versi spaziando attraverso varie tematiche: dal fantastico al
surreale, dall’erotico al lugubre, dal mistico all’introspettivo.












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