giovedì 21 maggio 2020

Poesie con mmagini


Gioco con le mie emozioni,
una manciata di biglie di vetro nella mia mano.
Per ogni biglia infranta
un sogno si dissolve.
Resto a fissare
il cupo riflesso della mia noia,
Biglia infranta,
crepa nel mio cuore.
Frammenti di vetro,
illusioni svanite.
Con sguardo apatico
osservo pezzi di intonaco volare via,
e non tenderò alcun muscolo
posseduto da un'inerte volontà,
non cercherò di andare al di là di questo velo
che mi copre tutto.
La mia anima si scioglie,
ogni cosa grava, ingarbugliati pensieri
nulla emana benefica essenza.
Ardo di una luce opaca.
Fallo con grazia, sorella morte
spegnimi con un soffio!





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  IL SERPENTE

Un'eco
insegue la mia fuga,
è una lingua di fuoco
che tutto brucia
e che quando mi raggiungerà
consumerà il mio essere.
È forte solo perché io gli permetto di esserlo.
Il vortice
si avvicina sempre di più,
gira
sempre più forte,
e il suo buco nero,
al centro,
mi risucchia,
mi avvolge i sensi e la mente.
Annaspo nel turbinio
ed ho paura di toccarti
per non contaminare anche te
e trascinarti con me
nell'immenso occhio nero.
Vedi accanto a te  un mostro con tante teste
il grande serpente
che oscilla fra te e il futuro?
Vedi
le sue lingue di fuoco
che bruciano tutto davanti ai tuoi passi?
E non senti i suoi piedi
calpestare la polvere,
bruciare nella cenere?
Ridicolo essere umano, ammasso di briciole tenute su dalla presunzione,
non puoi vincere
una potente soprannaturale forza.
Ti prego
guarda accanto a te: E’ bugiardo! Abile mistificatore!
Non si rivela mai per quel che è realmente:
è il tuo serpente!
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 LE TUE MANI

Le tue mani morbide più della seta
sfiorano con dolcezza il mio pene,
lo accarezzano,
lo stringono,
lo muovono.
Chiudo gli occhi
mi concentro su quel delizioso piacere,
sospiro piano,
mi abbandono vinto,
abbraccio l'estasi.
Come un trovatello ragazzino
stretto fra le tue mani,
il mio membro si lascia andare,
cresce sempre più
nell'eccitante movimento d'un'altalena.
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TRISTEZZA


Tristezza di cose perdute

di voci, di grida, d’amore

è struggente la pena che sento

come una lama mi trafigge il cuore.

Addio nidiata di bimbi!

è tanto quel che mi rimane di voi

siete riusciti a far sparire il dolore

per sempre compagno di vita.

Sorridevo felice all’innocenza

di nascosto, nel silenzio, tra le ombre

in segreto e in perfetta armonia

entravate uno dopo l’altro in me.

M’illudo di avervi vicino

vedo i vostri corpi e li tocco, li sento

immagino che siate con me

nel pensiero più dolce ch’esista.

Ripiomba di colpo ogni cosa

in grembo all’eterno destino

i vostri visi risplendono come dolci memorie

e poi muoiono con un tremulo brillio.
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SPERANZA




Nel buio della mia solitaria esistenza,

proprio sul punto di smarrirmi,

vorrei improvvisamente incrociare la luce dell’amore,

tra mille volti riconoscere il tuo soltanto,

e come un bambino,

di colpo,

scoppiare a piangere di gioia.

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MASCHERA

Sembra tutto così perfetto
come scenario di un'opera teatrale
ma quale sarà il segreto,
l'orrendo retroscena di questa farsa,
di questa commedia che chiamiamo vita?
Qual'è il ruolo che mi è stato assegnato?
Cos'è questa maschera che prontamente
le mie emozioni cela?
Come una lumaca
mi rinchiudo con viltà nel mio guscio.
E' piu adatto a lacrime e vani sorrisi
questo mio volto coperto e deturpato
miserabile sotto la sua ridicola perenne smorfia.
Teschio
a ghigno
eternamente condannato.

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 LA SOLITUDINE

Lacrime nere rigano un volto,
pallido
e senza segni di vita.
Ghiaccio nell'anima,
foglie morte al vento,
inverno che piange.
Uno sguardo,
quello di una creatura non sola pur essendo sola
vogliosa e assetata d'affetto
che crede d'affogar in un bicchier d'acqua.
Ormai abbattuta
china il capo
e si piega alla grandezza,
al potere immenso di quell'essere.
Quell'essere di cui è umile serva:
la solitudine!

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LA FAVOLA DI UNA PICCOLA LACRIMA


Da una bimba e un pianto

nacque lei

piena di paure e ingenuità

chiara e trasparente

dai suoi occhi si affacciò

e da quelle ciglia sottili

piano piano scese giù.

Attraversò quel viso

dai lineamenti dolci

pulito di bambina

e per il mondo

sola sola

s’incamminò.

Ma era troppo ingenua

non conosceva il male

e la sua vita

era già in pericolo.

E passarono in fretta gli anni

e anche le stagioni

venne presto l’inverno

portando con sé la pioggia.

Tante grandi gocce

cadevano giù dal cielo

tutte insieme,

erano prepotenti

si spingevano tra loro

si bisticciavano.

La dolce lacrima ben presto

si trovò sommersa

cercò di ribellarsi

ma era troppo buona

e non aveva la forza.

Così per non morire

pensò di tornare

dentro quegli occhi

dov’era nata.

Sola e stanca

cercò quella bambina

la cercò dovunque

e la trovò alla fine.

Ma era ormai cresciuta

non era più bambina

il suo viso era truccato

non si ricordò di lei

e la cacciò via con forza.

Così la povera lacrima

restò proprio sola

in balìa di tutti

senza alcuna difesa.

Vagava per il mondo

ignorata da chiunque

sembrava invisibile

trasparente

proprio come una lacrima.

E venne il sole

e con la sua luce

forte forte

la illuminò.

Ma era ormai vecchia

allo stremo delle forze

e lentamente

si sciolse da sola.

Finisce così

la sua insignificante vita,

la sua insignificante storia

e nel silenzio,

la gocciolina

muore.

Così è il mio destino

la storia di quella piccola lacrima

è uguale alla mia.
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LA MAGIA DI UN NUOVO GIORNO

E' ora finalmente!
quell'attimo mansueto
che segue la notte e precede il mattino
trattiene il respiro,
la natura tutta è in attesa,
il risveglio è prossimo.
La magia
che si rinnova
nell'incanto dell'alba,
canta il gallo
ambasciator di questo evento,
poi trepido silenzio e fremente compostezza.
Ed eccolo il boato
in un fragore di luci che si accendono
tutte insieme,
esplodono nel cielo,
giunge infine il sole
a battezzare il nuovo giorno.
Ed è un festoso cinguettare di uccellini,
lo schiudersi dei fiori,
la carezza della rugiada
che lieve scivola sugli steli,
la òla dell'erba che vibra
pizzicata dalle esperte dita della brezza.
E poi ancora il guizzar dei pesci giù nel fiume,
il suono d’una campanella al collo d’una mucca,
il rincorrersi di un'onda dietro l'altra,
oche che schiamazzano in girotondo,
il sapore fresco del latte appena munto, del pane caldo,
delle uova raccolte sulla paglia,
lo sguardo di un pulcino appena nato con le piume in disordine.
I miei occhi sbigottiti che veloci applaudono
aprendosi e chiudendosi ritmicamente
sul mondo che nasce,
avidi e mai stanchi,
felici ancora di assistere
alla magia di un nuovo giorno.

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SAPORE DI LIBERTA'





Voglio allargare le braccia
e respirare forte
l'immensità del cosmo,
il sapore della vita.
Voglio sentirmi libero,
Finalmente felice di vivere e amare
senza negare più a nessuno
me stesso.
Desidero imparare a conoscere
ed aiutare il mio prossimo,
dire addio alla bramosia d’egocentrismo
del mio io. 

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IL SILENZIO DELL'ANIMA

In questa notte
che il sogno
non riesce a strappare
ai miei pensieri,
lascio scivolare
lievi
piccole gocce
sul mio viso.
Il silenzio
della mia anima
ora preme
come non mai.
Ed io riconosco
la mia debolezza,
la disperazione d'un uomo
che è consapevole della propria fine.
Ma io non vorrei
morire adesso
senza nella mia vita
aver mai amato prima.
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 IL CHICCO

Era arrivato il giorno tanto atteso,
il mio sogno doveva essere seminato,
doveva sbocciare,
crescere e dare i suoi primi frutti.
Piantai quel chicco
nella zona più fertile della mia vita,
lo innaffiavo ogni giorno con le mie lacrime
e desideravo sempre più la sua nascita.
Finalmente spuntò una foglia,
mi fece sognare,
sperare,
sorridere,
sapevo che i suoi frutti
sarebbero arrivati presto.
Con molta lentezza crebbe,
fece un piccolo fiore,
un briciolo di gioia
ma nessun frutto.
A differenza della lentezza
con la quale era nato,
al primo spiffero di vento
morì
e con lui
il mio cuore.
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PASSIONI FRA DONNE


Danziamo molto vicine

ma non ci tocchiamo,

una specie di intimità sessuale ben presto

ci costringe a usare le mani.

La notte è calata su noi

ma la musica ci riempie di energia,

è eccitante spingerti su me,

adoro sentirti mia.

Bere dalla tua bocca

ha un significato purificante per la mia arte,

è così inebriante il tuo odore,

sai che hai la voce sensuale.

Sei divina, così aggressivamente tenera,

farò di tutto per raggiungerti in quella sfera magica

delle nostre menti che non sanno spegnersi

nemmeno quando il corpo sa di anima.

Perdonami se non ho parole

per dirti quanto ci tengo alla luce

che vedo nei tuoi occhi,

siamo in pochi

ad averla ancora.

Stringimi, baciami, mordimi, abbracciami!

Non voglio restare sola

ora che tu con un sorriso

cacci via ogni malinconia.

Non posso che cercare

di fare del tutto per renderti mia

perché sei splendida, splendida, splendida

così come sei.
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SUSSURRI E POESIA

Liquide note
virtuose:
nellaria spandono
voce melodiosa
di questo pianoforte.
Si confondono
col silenzio
danzando tra
i cristalli
del lampadario.
Sospese nei pensieri
si rincorrono
tra felicità e tristezza.
Pianissimo…………..
Ecco landante .
Sussurri e poesia.
Sullultima nota
sincanta il silenzio.

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VAI

Solchi lacqua
Maestosa.
Tuo il mare
che succube
ti abbraccia
frusciante sussurra.
Ora vai,
non indugiare oltre
forte e sicura.
verso orizzonti
con nuovi arcobaleni.
La tua forza
dammi
prendimi come polena:
con te conoscerò
il sapore amaro del mare.
Oltre lorizzonte
sparirò con te
coperto di sale.
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TEMPESTA SPETTRALE


Passione
risplende
nel miraglio della lussuria
come fuoco
che arde
vane emozioni.
Frammenti rosso rubino
riflettono
il femmineo profilo
di suadente fascino
alchimia di incanto e fertilità.
Ricordo effimero
di perduto amore
volteggia
come foglia
al gelido vento
per poi svanire
in un anelito
di vivo sentimento.
offuscati i nostri lumi
dentro di noi saette
come serpi di una tempesta imminente
ritardata dal vento
strisciante dei nostri
mille brevi baci
e taci, taci...
pulsa parole e brama la mente
di voglia ossessiva
stropiccia darancia la pelle
e piega le gambe debolmente
ad ogni graffio
ad ogni morso
ad ogni soffio...
una cerniera lampo
scivola lenta in verticale
giù fino allosso sacro
sinuosa sbaraglia il campo
come un freddo bisturi
la tua colonna vertebrale...
fa' piano ché dentro di noi
la tempesta in corso
la diplomazia dei gesti
è allerta per dilungare
questa lotta eterea
in questa notte eterna...
lesto sulle tue labbra
soave sul tuo neo
ti guardo cedere dolcemente
taccarezzo da brividi il collo
e marrampico tra le tue valli...
ti adoro inginocchiato e fedele
bacio il tuo letto a mani tese
guanto dansia e di finta quiete
assorbito dal tuo incenso
frustato dalle tue catene
e ingoiato dalla forca...
frutto di mare
libertà e male
ti mangio crudo
sei il bisogno
sei vizio
sei sazietà animale
in questo lampo notturno
sei tempesta spettrale.

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COMPLICE ARMONIA


Visi sconosciuti
dipinti sullidentica tela
nellattesa di un sogno,
arrivano a percepire la vibrazione
di somiglianze ancestrali,
scoprendo gli occhi
a disegnare fuggevoli
momenti di serenità dellanima.
Divisi da terre lontane
affiora il desiderio
di sentire le voci,
di sfiorare attimi di complice armonia
per nutrire lo stupore
che avvicina le emozioni più profonde.
Così, gemelli nel respiro,
camminando mano nella mano,
compagni davventura
del destino incantato,
una cascata di luce
inonderà lintima passione
di una carezza al chiaro di luna.
Sarà la gioia di un incontro.
Per un lunghissimo istante
che apparirà vicino allinfinito
in cui equilibrio e grazia,
liberando i sensi più puri,
concederanno il privilegio
di abitare lo stesso mondo.

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IL CANTO DEL CIGNO


Vivide gocce rincorrono
immagini sbiadite nellombra;
drappi neri sinseguono
nel cielo di lucida pioggia.
Sincammina la sera
e i tratti del mondo
scolora.
Bruciano nuvole torbide
- stordite, infiammate -
al canto del cigno
solista del sole.
Con lingua di fuoco
le afferra, dilaga,
si scioglie, le invade.
È un incendio sommerso
doro e piombo colati
- fusi luno nellaltro -
abbracciati.
Il cielo sinebria,
svanisce la terra...

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ESTASI ANTICHE


Quando il tempo era vivo
e potevi toccarlo
con dita profumate di bimba
non respirando ancora
quel suo aroma amaro,
quando poi ti baciò
fra i capelli e sulla pelle
facendoti donna,
facendoti dea
di giovinezza immortale,
lì ero io
come un veliero
sospeso sopra il mare,
uno squarcio ferito di vento
che scioglieva il dolore
a ricordarti chi ero
al di fuori di te,
immerso di carne e di sangue
a coprire il silenzio del tuo segreto..
E di ogni cosa sentisti finalmente il sapore.
Mi sfiorasti, vaga e indistinta
- visione intatta dellanima -
pietra, raggio di luce e follia:
linfa dolce dalle vene,
dubbio aperto fra le cosce,
la percezione incerta di esistere
in bilico sul filo, per amare.
in estasi fuggevoli di nulla
a dissetarci coi nostri corpi mortali
e le nostre anime divine
ancora e poi ancora...



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CLAUDIO CISCO

Scrittore e poeta. Animo sensibilissimo, dotato di un'ottima vena creativa e di una ricchezza di idee, raccoglie tutte le sue liri...