una manciata di biglie di
vetro nella mia mano.
Per ogni biglia infranta
un sogno si dissolve.
Resto a fissare
il cupo riflesso della mia
noia,
Biglia infranta,
crepa nel mio cuore.
Frammenti di vetro,
illusioni svanite.
Con sguardo apatico
osservo pezzi di intonaco
volare via,
e non tenderò alcun muscolo
posseduto da un'inerte
volontà,
non cercherò di andare al di
là di questo velo
che mi copre tutto.
La mia anima si scioglie,
ogni cosa grava,
ingarbugliati pensieri
nulla emana benefica essenza.
Ardo di una luce opaca.
Fallo con grazia, sorella
morte
spegnimi con un soffio!
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IL SERPENTE
Un'eco
insegue la mia fuga,
è una lingua di fuoco
che tutto brucia
e che quando mi raggiungerà
consumerà il mio essere.
È forte solo perché io gli
permetto di esserlo.
Il vortice
si avvicina sempre di più,
gira
sempre più forte,
e il suo buco nero,
al centro,
mi risucchia,
mi avvolge i sensi e la
mente.
Annaspo nel turbinio
ed ho paura di toccarti
per non contaminare anche te
e trascinarti con me
nell'immenso occhio nero.
Vedi accanto a te un mostro con tante teste
il grande serpente
che oscilla fra te e il
futuro?
Vedi
le sue lingue di fuoco
che bruciano tutto davanti ai
tuoi passi?
E non senti i suoi piedi
calpestare la polvere,
bruciare nella cenere?
Ridicolo essere umano,
ammasso di briciole tenute su dalla presunzione,
non puoi vincere
una potente soprannaturale
forza.
Ti prego
guarda accanto a te: E’
bugiardo! Abile mistificatore!
Non si rivela mai per quel
che è realmente:
è il tuo serpente!
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LE TUE MANI
Le tue mani morbide più della
seta
sfiorano con dolcezza il mio
pene,
lo accarezzano,
lo stringono,
lo muovono.
Chiudo gli occhi
mi concentro su quel
delizioso piacere,
sospiro piano,
mi abbandono vinto,
abbraccio l'estasi.
Come un trovatello ragazzino
stretto fra le tue mani,
il mio membro si lascia
andare,
cresce sempre più
nell'eccitante movimento d'un'altalena.
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TRISTEZZA
Tristezza di cose perdute
di voci, di grida, d’amore
è struggente la pena che
sento
come una lama mi trafigge il
cuore.
Addio nidiata di bimbi!
è tanto quel che mi rimane di
voi
siete riusciti a far sparire
il dolore
per sempre compagno di vita.
Sorridevo felice
all’innocenza
di nascosto, nel silenzio,
tra le ombre
in segreto e in perfetta
armonia
entravate uno dopo l’altro in
me.
M’illudo di avervi vicino
vedo i vostri corpi e li
tocco, li sento
immagino che siate con me
nel pensiero più dolce
ch’esista.
Ripiomba di colpo ogni cosa
in grembo all’eterno destino
i vostri visi risplendono
come dolci memorie
e poi muoiono con un tremulo
brillio.
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SPERANZA
Nel buio della mia solitaria
esistenza,
proprio sul punto di
smarrirmi,
vorrei improvvisamente
incrociare la luce dell’amore,
tra mille volti riconoscere
il tuo soltanto,
e come un bambino,
di colpo,
scoppiare a piangere di
gioia.
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MASCHERA
Sembra tutto così perfetto
come scenario di un'opera
teatrale
ma quale sarà il segreto,
l'orrendo retroscena di
questa farsa,
di questa commedia che
chiamiamo vita?
Qual'è il ruolo che mi è
stato assegnato?
Cos'è questa maschera che
prontamente
le mie emozioni cela?
Come una lumaca
mi rinchiudo con viltà nel
mio guscio.
E' piu adatto a lacrime e
vani sorrisi
questo mio volto coperto e
deturpato
miserabile sotto la sua
ridicola perenne smorfia.
Teschio
a ghigno
eternamente condannato.
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LA SOLITUDINE
Lacrime nere rigano un volto,
pallido
e senza segni di vita.
Ghiaccio nell'anima,
foglie morte al vento,
inverno che piange.
Uno sguardo,
quello di una creatura non
sola pur essendo sola
vogliosa e assetata d'affetto
che crede d'affogar in un
bicchier d'acqua.
Ormai abbattuta
china il capo
e si piega alla grandezza,
al potere immenso di
quell'essere.
Quell'essere di cui è umile
serva:
la solitudine!
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LA FAVOLA DI UNA PICCOLA
LACRIMA
Da una bimba e un pianto
nacque lei
piena di paure e ingenuità
chiara e trasparente
dai suoi occhi si affacciò
e da quelle ciglia sottili
piano piano scese giù.
Attraversò quel viso
dai lineamenti dolci
pulito di bambina
e per il mondo
sola sola
s’incamminò.
Ma era troppo ingenua
non conosceva il male
e la sua vita
era già in pericolo.
E passarono in fretta gli
anni
e anche le stagioni
venne presto l’inverno
portando con sé la pioggia.
Tante grandi gocce
cadevano giù dal cielo
tutte insieme,
erano prepotenti
si spingevano tra loro
si bisticciavano.
La dolce lacrima ben presto
si trovò sommersa
cercò di ribellarsi
ma era troppo buona
e non aveva la forza.
Così per non morire
pensò di tornare
dentro quegli occhi
dov’era nata.
Sola e stanca
cercò quella bambina
la cercò dovunque
e la trovò alla fine.
Ma era ormai cresciuta
non era più bambina
il suo viso era truccato
non si ricordò di lei
e la cacciò via con forza.
Così la povera lacrima
restò proprio sola
in balìa di tutti
senza alcuna difesa.
Vagava per il mondo
ignorata da chiunque
sembrava invisibile
trasparente
proprio come una lacrima.
E venne il sole
e con la sua luce
forte forte
la illuminò.
Ma era ormai vecchia
allo stremo delle forze
e lentamente
si sciolse da sola.
Finisce così
la sua insignificante vita,
la sua insignificante storia
e nel silenzio,
la gocciolina
muore.
Così è il mio destino
la storia di quella piccola
lacrima
è uguale alla mia.
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LA MAGIA DI UN NUOVO GIORNO
E' ora finalmente!
quell'attimo mansueto
che segue la notte e precede
il mattino
trattiene il respiro,
la natura tutta è in attesa,
il risveglio è prossimo.
La magia
che si rinnova
nell'incanto dell'alba,
canta il gallo
ambasciator di questo evento,
poi trepido silenzio e
fremente compostezza.
Ed eccolo il boato
in un fragore di luci che si
accendono
tutte insieme,
esplodono nel cielo,
giunge infine il sole
a battezzare il nuovo giorno.
Ed è un festoso cinguettare
di uccellini,
lo schiudersi dei fiori,
la carezza della rugiada
che lieve scivola sugli
steli,
la òla dell'erba che vibra
pizzicata dalle esperte dita
della brezza.
E poi ancora il guizzar dei
pesci giù nel fiume,
il suono d’una campanella al
collo d’una mucca,
il rincorrersi di un'onda
dietro l'altra,
oche che schiamazzano in
girotondo,
il sapore fresco del latte
appena munto, del pane caldo,
delle uova raccolte sulla
paglia,
lo sguardo di un pulcino
appena nato con le piume in disordine.
I miei occhi sbigottiti che
veloci applaudono
aprendosi e chiudendosi
ritmicamente
sul mondo che nasce,
avidi e mai stanchi,
felici ancora di assistere
alla magia di un nuovo
giorno.
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SAPORE DI LIBERTA'
Voglio allargare le braccia
e respirare forte
l'immensità del cosmo,
il sapore della vita.
Voglio sentirmi libero,
Finalmente felice di vivere e
amare
senza negare più a nessuno
me stesso.
Desidero imparare a conoscere
ed aiutare il mio prossimo,
dire addio alla bramosia
d’egocentrismo
del mio io.
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IL SILENZIO DELL'ANIMA
In questa notte
che il sogno
non riesce a strappare
ai miei pensieri,
lascio scivolare
lievi
piccole gocce
sul mio viso.
Il silenzio
della mia anima
ora preme
come non mai.
Ed io riconosco
la mia debolezza,
la disperazione d'un uomo
che è consapevole della
propria fine.
Ma io non vorrei
morire adesso
senza nella mia vita
aver mai amato prima.
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IL CHICCO
Era arrivato il giorno tanto
atteso,
il mio sogno doveva essere
seminato,
doveva sbocciare,
crescere e dare i suoi primi
frutti.
Piantai quel chicco
nella zona più fertile della
mia vita,
lo innaffiavo ogni giorno con
le mie lacrime
e desideravo sempre più la
sua nascita.
Finalmente spuntò una foglia,
mi fece sognare,
sperare,
sorridere,
sapevo che i suoi frutti
sarebbero arrivati presto.
Con molta lentezza crebbe,
fece un piccolo fiore,
un briciolo di gioia
ma nessun frutto.
A differenza della lentezza
con la quale era nato,
al primo spiffero di vento
morì
e con lui
il mio cuore.
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PASSIONI FRA DONNE
Danziamo molto vicine
ma non ci tocchiamo,
una specie di intimità
sessuale ben presto
ci costringe a usare le mani.
La notte è calata su noi
ma la musica ci riempie di
energia,
è eccitante spingerti su me,
adoro sentirti mia.
Bere dalla tua bocca
ha un significato purificante
per la mia arte,
è così inebriante il tuo
odore,
sai che hai la voce sensuale.
Sei divina, così
aggressivamente tenera,
farò di tutto per
raggiungerti in quella sfera magica
delle nostre menti che non
sanno spegnersi
nemmeno quando il corpo sa di
anima.
Perdonami se non ho parole
per dirti quanto ci tengo
alla luce
che vedo nei tuoi occhi,
siamo in pochi
ad averla ancora.
Stringimi, baciami, mordimi,
abbracciami!
Non voglio restare sola
ora che tu con un sorriso
cacci via ogni malinconia.
Non posso che cercare
di fare del tutto per
renderti mia
perché sei splendida,
splendida, splendida
così come sei.
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SUSSURRI E POESIA
Liquide
note
virtuose:
nell’aria spandono
voce
melodiosa
di questo
pianoforte.
Si
confondono
col
silenzio
danzando
tra
i cristalli
del
lampadario.
Sospese nei
pensieri
si
rincorrono
tra
felicità e tristezza.
Pianissimo…………..
Ecco l’andante .
Sussurri e
poesia.
Sull’ultima nota
s’incanta il silenzio.
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VAI
Solchi l’acqua
Maestosa.
Tuo il mare
che succube
ti
abbraccia
frusciante
sussurra.
Ora vai,
non
indugiare oltre
forte e
sicura.
verso
orizzonti
con nuovi
arcobaleni.
La tua
forza
dammi
prendimi
come polena:
con te
conoscerò
il sapore
amaro del mare.
Oltre l’orizzonte
sparirò con
te
coperto di
sale.
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TEMPESTA SPETTRALE
Passione
risplende
nel
miraglio della lussuria
come fuoco
che arde
vane
emozioni.
Frammenti
rosso rubino
riflettono
il femmineo
profilo
di suadente
fascino
alchimia di
incanto e fertilità.
Ricordo
effimero
di perduto
amore
volteggia
come foglia
al gelido
vento
per poi
svanire
in un
anelito
di vivo
sentimento.
offuscati i
nostri lumi
dentro di
noi saette
come serpi
di una tempesta imminente
ritardata
dal vento
strisciante
dei nostri
mille brevi
baci
e taci,
taci...
pulsa
parole e brama la mente
di voglia
ossessiva
stropiccia
d’arancia la pelle
e piega le
gambe debolmente
ad ogni
graffio
ad ogni
morso
ad ogni
soffio...
una
cerniera lampo
scivola
lenta in verticale
giù fino
all’osso sacro
sinuosa
sbaraglia il campo
come un
freddo bisturi
la tua
colonna vertebrale...
fa' piano
ché dentro di noi
la tempesta
in corso
la
diplomazia dei gesti
è all’erta per dilungare
questa
lotta eterea
in questa
notte eterna...
lesto sulle
tue labbra
soave sul
tuo neo
ti guardo
cedere dolcemente
t’accarezzo da brividi il collo
e m’arrampico tra le tue valli...
ti adoro
inginocchiato e fedele
bacio il
tuo letto a mani tese
guanto d’ansia e di finta quiete
assorbito
dal tuo incenso
frustato
dalle tue catene
e ingoiato
dalla forca...
frutto di
mare
libertà e
male
ti mangio
crudo
sei il
bisogno
sei vizio
sei sazietà
animale
in questo
lampo notturno
sei
tempesta spettrale.
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COMPLICE ARMONIA
Visi
sconosciuti
dipinti
sull’identica tela
nell’attesa di un sogno,
arrivano a
percepire la vibrazione
di
somiglianze ancestrali,
scoprendo
gli occhi
a disegnare
fuggevoli
momenti di
serenità dell’anima.
Divisi da
terre lontane
affiora il
desiderio
di sentire
le voci,
di sfiorare
attimi di complice armonia
per nutrire
lo stupore
che
avvicina le emozioni più profonde.
Così,
gemelli nel respiro,
camminando
mano nella mano,
compagni d’avventura
del destino
incantato,
una cascata
di luce
inonderà l’intima passione
di una
carezza al chiaro di luna.
Sarà la
gioia di un incontro.
Per un
lunghissimo istante…
che
apparirà vicino all’infinito
in cui
equilibrio e grazia,
liberando i
sensi più puri,
concederanno
il privilegio
di abitare
lo stesso mondo.
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IL CANTO DEL CIGNO
Vivide
gocce rincorrono
immagini
sbiadite nell’ombra;
drappi neri
s’inseguono
nel cielo
di lucida pioggia.
S’incammina la sera
e i tratti
del mondo
scolora.
Bruciano
nuvole torbide
- stordite,
infiammate -
al canto
del cigno
solista del
sole.
Con lingua
di fuoco
le afferra,
dilaga,
si
scioglie, le invade.
È un
incendio sommerso
d’oro e piombo colati
- fusi l’uno nell’altro -
abbracciati.
Il cielo s’inebria,
svanisce la
terra...
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ESTASI ANTICHE
Quando il
tempo era vivo
e potevi
toccarlo
con dita
profumate di bimba
non
respirando ancora
quel suo
aroma amaro,
quando poi
ti baciò
fra i
capelli e sulla pelle
facendoti
donna,
facendoti
dea
di
giovinezza immortale,
lì ero io
come un
veliero
sospeso
sopra il mare,
uno
squarcio ferito di vento
che
scioglieva il dolore
a
ricordarti chi ero
al di fuori
di te,
immerso di
carne e di sangue
a coprire
il silenzio del tuo segreto..
E di ogni
cosa sentisti finalmente il sapore.
Mi
sfiorasti, vaga e indistinta
- visione
intatta dell’anima -
pietra,
raggio di luce e follia:
linfa dolce
dalle vene,
dubbio
aperto fra le cosce,
la
percezione incerta di esistere
in bilico
sul filo, per amare.
in estasi
fuggevoli di nulla
a
dissetarci coi nostri corpi mortali
e le nostre
anime divine
ancora e
poi ancora...





















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