Chi di realtà si nutre
defunta ombra del nulla
eterno è,
chi ai sogni crede,
la collera del tempo affamato
vincerà nei secoli.
Fra i castelli fatati dei mie
sogni
Illa io ti sto inseguendo,
è la tua leggenda.
Gelosi folletti la raccontano
in sogno.
Una notte di duemila anni or
sono,
Camilla, una leggiadra ed
esile ancella,
scrisse nel suo cuore:
“L’amor non vien da me, la
fede stanca illusione,
la mia tenera età fior che
appassisce,
ai sogni affido il mio avaro
destino”.
Disperata ma senza lacrime,
corse verso quel dirupo che
dominava quella valle
incantata da filtri magici,
popolata da gnomi,
e da lassù altissima si gettò
gridando al vento prima di
schiantarsi al suolo:
“Io vivo e vivrò per sempre”.
Sopra quella valle,
il tempo arrestò la sua corsa
affannata
e, come per incanto, tutto
restò immutato.
Ed ancor oggi, duemila anni
dopo, il viandante solitario
che ignaro non conosce la
storia di lei
ed attraversa quell’angusta e
remota valle,
senza veder né capir nulla,
ode nel leggero mormorio del
vento,
l’eco della voce del fantasma
di lei
che ripete ancora:
“Io vivo e vivrò per sempre”.
Sì, nella mia fantasia,
tu Illa sei viva
e vivrai per sempre
con me.


Nessun commento:
Posta un commento