Non puoi fuggire da te stessa, non devi nasconderti anche da me. Ormai io ti conosco sai, è come se leggessi dentro i tuoi pensieri. Nei tuoi occhi da troppo tempo spenti ma bellissimi e di straordinario colore, vedo riflessa chiaramente come per magia la tua anima. Il tuo sguardo avvilente, etereo, quasi lunare smaschera questo tuo essere creatura persa, come chi è presente solamente col corpo ed è lontana mille anni luce con la mente Ma io provo ad immaginare il fascino di quel tuo viso che sarebbe capace di ipnotizzare chiunque se solo potesse ritrovare la bellezza e la spensieratezza del suo sorriso. Ti prego: apriti con me! Non chiuderti tenendoti tutto dentro, forse non trovi le parole, non sai da dove cominciare. Parlami del malessere che ti opprime e dal quale credi di non poterti liberare. Ci sono segreti, esistono paure in te, lo sento. La tua vita è un mare in tempesta ed il tuo futuro lo vedi annebbiato, hai già pianto parecchio fino a prosciugare ogni lacrima ma dall’amarezza e lo sconforto di questo tuo dolore, ne uscirai fuori e per sempre, se lo vorrai veramente. La mente mia ora precipita in fondo alla tua, e in simbiosi con i tuoi stessi tormenti scopre un’ombra, intravede una solitudine profondissima, si perde nel labirinto del tuo mistero lasciandosi del tutto rapire dalla angoscia che ti possiede. Come fari abbaglianti nel buio, i tuoi pensieri negativi sparano su me ma non mi uccidono, mi danno più forza. Ti scongiuro: apriti con me! Io ti ascolterò con attenzione e pazienza senza giudicarti affatto ma cercando di comprenderti, calandomi al tuo posto. Ora dimmi perchè ti consumi così, cosa c’è che mi nascondi, c’è un pericolo che incombe o un demone alle tue spalle. Dimmi tutto ciò che vuoi, qualsiasi cosa o confidenza, fammi partecipe di ogni tua sensazione, io sono pronto a seguirti con cura, ovunque ed a qualunque costo, finchè mi permetterai di farlo, amica mia! Non odiarti in questo modo ma rendi il bene per il male, prova finalmente ad amarti un pò, scaccia via dalla tua vita la tristezza, i fantasmi della notte, distruggi definitivamente la disperazione. Sento che un sogno, una speranza sopravvivono ancora sepolti dentro il tuo io, ti chiedono luce, entusiasmo, poesia, invocano tenerezza. Ti supplicano soltanto di non arrenderti al male ma di lottare, di non perdere la fiducia in te stessa, sanno che se vuoi ce la fai, puoi riscattarti aprendo gli occhi che tieni bendati. Insegui quel sogno e quella speranza, fallo con volontà e coraggio, credendoci fino in fondo, ti accorgerai che sono più vicini e raggiungibili di quanto tu possa pensare. Fai piovere amore su di te, apri la porta del cuore, quanto c’è di puro, di meraviglioso tu l’avrai. Coltiva e lascia germogliare quegli amori trascurati ed abbandonati in fondo al tuo cuore, sai bene che ci sono ancora, ti stupirai piangendo di gioia nell’osservarli fiorire nella tua giovane vita. Credimi, ti prego ascolta queste mie parole: apriti con me! Io sono qui con te per aiutarti. Non c’è sbaglio o colpa alla quale non si possa rimediare, non esiste sconfitta in grado di annullarti e non è mai troppo tardi per riemergere. Adesso sei solo caduta ma ti giuro e sono certo che presto ti rialzerai e rinascerai con più forza e più amore di prima. Credici, credici, credici!
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STELLA DEL MATTINO
Bentornata stella del mattino
ancora dai miei occhi sgorga pianto:
che giorno è questo in cui tu dormi ignara,
mentre io già veglio sui miei fantasmi antichi?
Ti sveglierà l’odore del bosco
e il lento dischiudersi di altri baci.
Avrai suoni e colori anche per oggi.
Io, soltanto la tristezza.
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LA LUNA DI PETER PAN
Sentirsi eterni adolescenti
o addirittura curiosi bambini
alla meravigliosa scoperta
del mondo.
Presi per mano dalla
fantasia,
sospesi fra le nuvole
tra favole ed eroi,
viviamo nella città dei
sogni.
In fondo
siamo creature talmente
vulnerabili e fragili
che finiscono per provare
realmente
i sentimenti e le emozioni
che immaginano.
E rifiutare di crescere,
fuggire dalle proprie
responsabilità,
annullare la vecchiaia e cancellare
la morte.
Tutto è ingenuità,
disarmante stupore,
poetica avventura,
tenerissima immaturità.
Avere per amici solamente
gli artisti,
gli uccelli,
gli acrobati,
gli angeli
e tutti coloro i quali
con i piedi per terra
un senso non hanno.
Viaggiare con la mente,
leggeri come piume
che non atterrano neanche
senza vento,
col dono dell'immunità'
verso i problemi pratici
quotidiani,
incontaminati dalla crudeltà
del materialismo.
Noi siamo Peter Pan,
affetti da una sindrome
cronica
che non si potrà mai curare
e che si nutre ogni giorno
di nuovi colori, nuove
sensazioni,
abbiamo la luna sempre negli
occhi
siam pronti a raggiungerla in
ogni magico istante.
Siam veramente malati e
patologici?
o forse siamo solo
più fortunati di altri,
capaci di essere noi stessi.
Credo che siamo davvero
vicini a Dio
e veniamo da un mondo
che sta al di là.
MEDUSA
Chioma di Medusa
ha i suoi tentacoli stesi sul
letto.
Salice piangente
sul colle d’illusioni,
la luce dell’alba l’accende
fonde le fronde col cielo
infuocato,
disegna l’ombra e il profilo
amaro e sommesso ... dolce e
sottile ...
... fiero e slanciato.
Occhi penetranti come fari di
luce,
inestinguibili fonti di vita,
pozzi profondi, impercepibile
essenza
dolce presagio di un amaro
futuro
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ELEMENTARE SAGGIO SULLE
DEVIANZE SESSUALI
Premetto di non essere un sessuologo né uno
psicanalista, non sono neanche laureato, quindi, non avrei nessun titolo o
qualifica per potermi esprimere. Non mi ritengo neppure un saggista per crearmi
eventualmente un alibi. Ciò non mi impedisce però, di scrivere con sincerità e
nella massima umiltà, il mio pensiero. Lungi da me l’idea di voler imporre
verità o dogmi, o di ergermi a giudice. Sono piuttosto spinto, come sempre del
resto, dalla mia creatività irrefrenabile, che ormai reclama spazi in qualunque
direzione o competenza. Non ho pretese di nessun tipo, tento solo di tirare
fuori la mia idea in merito, ciascuno è libero di condividerla o meno. Il tema
che sto per trattare è delicato, è riguarda nello specifico le inclinazioni
sessuali, fuori dalla norma. Non mi riferisco alle “perversioni sessuali”
(sadismo, masochismo, feticismo, scambismo ecc…); suddette patologie
richiederebbero infatti un’attenzione particolare vista la loro stretta
correlazione con i demoni d’impurità.
Ma piuttosto prendo in considerazione quelle inclinazioni sessuali assai
diffuse e che coinvolgono parecchi soggetti (omosessuali, pedofili,
gerontofili). Io ne parlo per esperienza e per conoscenza diretta, e non, lo
sottolineo ancora, per preparazione scientifica. Comincio col dirvi che la
radice, almeno all’inizio, non è diabolica, cioè i demoni d’impurità non sono
la causa che spinge l’uomo verso l’uomo, la donna verso la donna, il giovane
verso il vecchio, l’adulto sull’adolescente o il bambino. Ma allora perché
esistono questi gusti particolari? Cercherò di spiegarlo in maniera semplice,
direi elementare. L’uomo è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza e
il suo spirito ha in sé l’essenza dell’immortalità. Ma, per adattarsi a questa
valle di lacrime che è la terra, è costretto a chiudere la sua spiritualità
dentro un involucro di carne che è la materia. Quindi la fisicità corporea è
soggetta ad imperfezioni e difetti. Dio ha creato il corpo umano con minuziosa
attenzione, ogni organo ha la sua specifica funzione, una vera opera d’arte. Ma
la natura umana, in quanto fragile, può sin dalla nascita essere guastata. Così
c’è chi nasce con un lieve difetto, chi con un altro più accentuato, chi, per
fortuna, nasce sano, ed è la maggioranza. Non voglio essere frainteso. Sgombro
subito il campo dall’idea che chi ha orientamenti sessuali non conformi alla
norma, sia secondo me, malato o patologico. Non si tratta di una malattia
fisica, il soggetto deviato è sano come tutti. Il problema è genetico, nasce
con la venuta al mondo, cioè omosessuali, pedofili, gerontofili si nasce e non
ci si diventa e, al 99 per cento dei casi, ci si rimani fino alla morte. Ma
cercherò di essere più chiaro, permettetemi però di farvi un esempio tanto
banale, quanto efficace. Immaginate una autovettura che esce dalla fabbrica con
i fari obliqui, orientati in maniera direi schizofrenica, in varie direzioni.
La macchina è perfettamene funzionante, basta girare la chiave e si mette in
moto. Solo che il guidatore, senza avere colpa, vedrà illuminate determinate
visuali, mentre le altre rimarranno buie. Questa situazione è la stessa che
accade a chi ha una devianza sessuale. La sfera relativa all’istinto sessuale
del soggetto, che fisicamente è perfettamente sano come la macchina, è
orientata esclusivamente verso persone dello stesso sesso o di età differente a
secondo dell’inclinazione. Cioè nella mente del soggetto deviato, il gusto
sessuale va esclusivamente verso l’oggetto desiderato, escludendo qualunque
altro, proprio come il faro che illumina una zona e lascia buia un’altra. La
cosa grave consiste nel fatto che l’intensità sessuale del deviato non è simile
a quella che scatta tra uomo e donna, ma molto più forte, a volte perfino
incontrollabile. Ora, se il corpo umano fosse una macchina, basterebbe andare
dall’elettrauto per risolvere il problema. Purtroppo non è così per l’essere
umano che è molto più complsso. E’ chiaro che i soggetti che nascono così,
saranno i primi ad essere attaccati dai demoni d’impurità che, svolgendo il
loro compito specifico, li spingono a non credere in Dio, ad allontanarsi dalla
chiesa, ad accettarsi per come sono quasi con orgoglio, a non seguire la Parola
di Dio che santifica solo l’amore tra uomo e donna, coronandolo con la procreazione. Senza l’aiuto di Dio e senza
la presenza dello Spirito Santo, per i demoni sarà vittoria. Io lo so che dal
punto di vista legale non si possono mettere sullo stesso piano omosessualità e
pedofilia ma la radice è uguale, cambia solo la direzione del faro, per tornare
alla macchina. Il soggetto deviato è talmente affascinato dall’oggetto
desiderato, da giustificarne perfino di esserne innamorato, considerandolo
normale, perché qualunque cosa piaccia assai, uno se ne innamora. Questa è la
folle logica di chi reputa normale ciò che non lo è né per Dio né per la
natura. Del resto basta guardare l’anatomia dell’uomo e della donna per
comprendere che sono stati creati per stare insieme. Auguro di cuore a tutti
questi soggetti di pregare moltissimo e di mettere le proprie vite nelle mani
di Dio che li ama tantissimo e sa bene i loro problemi. Sarà Lui a guidare la
vostra vita anche se non avverrà il miracolo.
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LA
LEGGE DEL SERPENTE
“Amatevi, gente del mondo intero, amatevi sempre ed in
qualunque modo; l’amore, qualsiasi forma assuma, è sempre benedetto ed è
sinonimo di felicità. Non bisogna mai aver paura di amare ma di odiare. Credete
nell’amore universale, quello vero, incondizionato che non ha sesso né
differenze d’età. E’ questa la vera libertà da difendere a tutti i costi e non
esiste cosa più bella al mondo di sentirsi veramente liberi di amare chiunque:
maschi con maschi, donne con donne, vecchi con giovani, ciascuno libero di
tirare fuori la propria sessualità con le sue forme, inclinazioni e gusti. Un
rapporto affettivo anche al di fuori del matrimonio che in fondo è solo un
contratto che non può legare o sostituire un sogno. Non esiste ciò che chiamano
<<perversione sessuale>>, è un inganno inventato dai falsi
moralisti e soprattutto dalla chiesa che giudica senza conoscere l’amore
fisico, un artificio creato per anestetizzare le coscienze e neutralizzate
l’istinto sessuale che invece è un meraviglioso dono che la natura ha regalato
agli uomini, non solo per procreare: un piacere naturale che annulla il dolore
e attenua lo stress psicofisico. L’unica devianza sessuale semmai è la castità,
non vi è infatti nessun motivo per praticarla restando puri, lasciamola ai
preti e alla suore, contenti loro!
In fondo se due esseri umani si amano o fanno sesso
consapevolmente e volontariamente, che male fanno? Dov’è il peccato? Che
bigottismo parlare di fornicazione, sostenere con presunzione di verità e senza
alcuna prova o fondamento che l’arte erotica è demoniaca, procurando così assurdi
sensi di colpa, tabù, complessi, frustrazioni e a volte persino impotenza o
frigidità. Perché tornare indietro al Medioevo, alla caccia alle streghe, a
bruciare nel rogo o a lapidare, secondo antiche tradizioni contenute in delle
scritture definite sacre dagli uomini, scritte da loro stessi ed attribuite a
Dio? Gli esseri umani per trovare uno scopo alla propria esistenza e per
vincere ancestrali paure hanno creato Dio e non viceversa. Evviva quindi i
matrimoni gay e le unioni civili, simboli di emancipazione e di civiltà, del
resto si può essere credenti e praticare l’omosessualità, le due cose non sono
incompatibili, l’amore non può essere colpevolizzato perché è “amore”, la
parola più importante che esista. Se un uomo sente di sposare un altro uomo ed
è felice così, perché non concretizzare questo desiderio? Lo Stato dovrebbe
mantenersi laico rispettando anche chi eventualmente non crede e si professa
ateo, non si può imporre a nessuno di avere fede seguendo le regole della
chiesa. E poi ognuno è diverso da un altro, è unico, con i suoi propri gusti.
La diversità è un valore da tutelare e difendere, è una vera ricchezza perché
rende la vita più varia e colorata, meno scontata e massificante. La nostra
esistenza è così breve, la morte arriverà prima di quanto ci si aspetti,
annientando definitivamente tutto. Allora perché non vivere intensamente anche
la propria sessualita?”
LA MIA ANIMA È NUDA
La mia anima è nuda
anarchico il mio istinto
folle la mia mente
immorale la mia libertà.
La mia anima è nuda
ama i bambini
sta al fianco di barboni,
disadattati, emarginati
adora gli ultimi della classe
sociale.
La mia anima è nuda
non sa vivere in società
non scende a compromessi e
non concepisce le regole
non lavora e non produce.
La mia anima è nuda
è troppo grande per essere
prigioniera in un corpo di carne
non può esser limitata dal
tempo
è uno spirito libero che
anela alla libertà assoluta.
La mia anima è nuda
posta al centro d’una corda
tirata ai lati da lussuria e innocenza
come un verme striscia e
bacia i piedi del demonio
poi di colpo s’alza in volo e
abbraccia Dio
sempre in bilico tra inferno
e paradiso.
La mia anima è nuda
soltanto nell’arte, di notte
quando tutti dormono,
esce manifestando la sua
diversità
se venisse scoperta verrebbe
fatta fuori e forse anche uccisa,
bisogna lasciare dormire
tranquillamente la gente,
guai a chi provasse a
risvegliarli!
quando si sta troppo al buio,
si ha paura della luce.
La mia anima è nuda
immortale e ribelle
aliena venuta da chissà quale
mondo
destinata a perdersi e
soffrire
nel crudele gioco della vita
e della morte.
La mia anima è nuda
scevra da qualunque vanità
spogliata nella sua infinita
miseria
non si lascia etichettare in
nessun modo
non è né maschio né femmina,
né schiava né regina.
La mia anima è nuda
conosce la sensibilità del
male
è attratta dal fascino del
proibito
è inquietante ma sincera.
La mia anima è nuda
è ancora bambina quando sogna
terribilmente vecchia quando
insegue la logica
morta e sepolta quando si
lascia sedurre da religioni e ricchezze.
La mia anima è nuda
condannata dalla sua stessa
sensibilità
ad un isolamento senza
uscita,
non chiede più comprensione
ormai
sa di averla data ma di non
poterla ricevere.
La mia anima è nuda
dannata
salvata
ma dannata ancora.
Anime perverse, entrate in
sintonia con me!
sono qui, se volete potete
trovarmi
non ho maschere e non mi
nascondo:
la mia anima è nuda.
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UN LAMPO NELL'OMBRA
Donna completa, mela carnale,
luna calda
denso aroma d'alghe, fango e
luce mischiati
quale oscura chiarezza s'apre
tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca
l'uomo con i suoi sensi?
Ahi! amare è un viaggio con
acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche
tempeste di farina,
amare è un combattimento di
lampi
fra due corpi da un solo
miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo
piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi,
i tuoi minuscoli villaggi,
e il fuoco genitale
trasformato in delizia
corre per i sottili cammini
del sangue,
si precipita come un garofano
notturno
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.
FIGLIA DEL VENTO
Lei è nata sulle rive del
Sindh
aveva lunghi capelli neri,
sua madre la lavò nel fiume
suo padre le cantò una
canzone tribale.
È nata mentre arrivava
l’inverno
le capanne erano fredde,
crescendo ha teso la mano, la
sua voce voleva parlare
ma la gente volgeva lo
sguardo altrove.
Ha camminato a piedi scalzi
e ballato sotto la luce del
sole
mentre i violini sembravano
piangere in musica,
e i vecchi del campo
narravano misteriose leggende.
L’hanno vista fare l’amore
sulla terra nuda
parlare agli animali
sfogliare i petali d’un fiore
giocare prendendo per mano i
bambini del campo.
Lei leggeva il destino
vedeva l’anima riflessa negli
occhi
poi in silenzio
riprendeva il suo cammino.
È una ROM figlia del vento
la sua strada è lunga e
faticosa
ma è libera e felice di
essere quel che è:
la vita è andare verso dove
non sai.
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BAMBINO SEMPRE
Mi hai chiuso gli occhi
che avevo avuto in dono
per farne pianto
ai confini dell’aurora.
S’è fatta sera
senza ch’io vedessi giorno
incatenato al limbo
e nudo di carezze.
Ti ho reso il cuore
che non ha mai ricevuto amore
sfogliando petali
agli angoli del sogno.
Non più domani
per noi che abbiamo ali
recise in volo
verso il paradiso.
Pensami stella,
stanotte veglierò in
silenzio,
bambino sempre
Un’emozione forte
si fa strada nei miei
pensieri,
lenta scende come un’ombra
nella mia realtà ormai stanca
e tra la fantasia e l’età
mi trascina via con sé
in un tempo ormai lontano.
Mi rivedo di colpo lì
a spiarti dietro la finestra
di quella tua tenebrosa casa
antica.
Sui miei undici anni appena
compiuti
cadeva già il primo velo di
follia,
e che sussulti, che tremiti
segreti
in quelle mie inquiete notti
di fanciullo
quando impaurito e
rannicchiato
mi nascondevo sotto le
coperte,
la mia prima masturbazione
la conobbi proprio allora e
fu per te.
Madame Clelia!
Eri grande, troppo grande
forse vecchia per i miei
occhi e per il mio corpo.
Avevi perso il marito
ti avevano abbandonato i
figli
io come un giocattolo, un
barboncino
ero tutto quello che ti
rimaneva
nella tua vita mai vissuta
sempre attesa, mai avverata.
Ancor adesso
a distanza di tanti anni
non so cosa volessi tu da me
né cosa avrei potuto darti
io.
Ma ti giuro Madame Clelia,
tu sei stata per me una
regina
ti vedevo danzare nei miei
sogni di bambino,
mi chiedo come mai così bella
dentro
nessuno, all’infuori di me,
ti aveva vista mai.
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IL CARILLON DEL DOLORE
Culla
Sporca Di Sperma
Strilla In
Silenzio
Ma Ancora
Sussurra
Melodie Di
Velluto
Il
Carillon.
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FOLGORI
Ci sono
macchie scure, zone d’ombra
che anziché scacciare ho alimentato,
Che non
riesco ad estirpare mai dal mio io: frutti cattivi d’un albero buono,
Enigmi
interiori della mia mente, sempre invasa da concupiscenti tentazioni
demoniache,
Carnali
follie indecifrabili radicate in me sin dalla nascita:
Perdonami
mamma!
Se non son
riuscito ad essere ciò che volevi,
Per non
aver saputo vivere una vita normale: una falsa libertà mi rendeva schiavo.
Ora che tu
non sei più capisco che l’unica ragione della tua vita ero io
Le tue
parole scuotono la mia anima
Come
folgori nella notte, ho sfigurato la bellezza dell’anima scandalizzando i miei occhi;
Rimane il
rimpianto di non averti ascoltata e il doloroso esame d’un passato ingolfato di sbagli.
Ma vi è un’unica grande consolazione dopo la
tua morte, segno di vittoria:
L’imbattibile tempio di Satana fatto
di lussuriose immagini oscene,
Eretto in
segreto a casa mia, ora brucia nel fuoco, umiliato ed impotente,
Ridotto in
cenere, trasformato in sporcizia e spazzatura.
Quel maledetto
perverso gene ereditato da mio padre,
È ancora
presente in me,
Ma la
potenza di Dio lo ha reso innocuo ed inefficace
Trasformandolo,
dopo un lungo e progressivo periodo di purificazione nel mio spirito,
In in uno
strumento di gloria per questa vita e per quella eterna.
Casa mia,
prima piena zeppo di figure oscene,
Ora,
completamente ripulita, è ricca di angeli ed immagini sacre,
Diventata
un luogo di preghiera per gli altri e per me stesso
Da solo e
in comunione con i fratelli
Mettendo a
disposizione di tutti
Il dono carismatico che il
Padre Celeste mi ha dato.
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OSCURO ENIGMA
Avvolto l’istinto
da un manto
di mestizia
-imprimendo
nella neve orme d’onice-
respiro un’arida ibernazione
fra
montagne canute.
Squassato il
pensiero
da fitte
schiere
di lividi
tassi e spogli gelsi,
vano m’arranco
per una
forra ove gemere
all’insaputa della selva.
Incatenati
i sensi
da esperidi
coriacee
a riverberi
sparuti d’un fiume
sibilante,
madido di
foschia
mi struggo
ammirando nel vespro
l’oscuro enigma
-effimero-
costellato
di fulgori criptici.
Ma nell’unica lacrima
serbo il
ricordo
d’un ibis tinta
d’ostro giulivo
che con
sguardo di lince
sonda ogni
orizzonte,
carpendo
della meraviglia la purezza.
Così dell’essenza
-che anche
solo a percepire
spesso s’anela-
ella
rifulge.
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IMMENSITA' INDEFINITE
Volle il
caso che quella sera
Una nube d’ovatta azzurra evaporasse
Da
immensità indefinite
A titillare
soave il roseo cielo.
Della sua
serenità quel gigante
Inondava il
tutto
Che al di
sotto gli voltava le spalle,
Riarso
dalla sua decadenza.
Mirabile
spettacolo
Nei meandri
più foschi dell’essere
mio
S’insinuò;
Violento
Fra le
effusioni dell’istinto
ed i bagliori dell’emozione
Cercò la
ragione,
Volle
destarla.
Così io
compresi la mia beatitudine,
Scovandola
E poi
rimirandola
In una
fausta sera estiva.
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INCANDESCENTE
Ad un arido
aggallato
S’abbandona.
Iris vividi
o giunchi fausti
-Acidi come
uno spillo di luce irriverente
Diritto
negli occhi-
Talvolta l’accarezzano.
Del
silenzio non teme più
Gli echi,
dell’oscurità non agogna più
le ombre.
Giunge così
all’orizzonte,
rincorrendo
il tramonto;
si getta
divampando
incandescente
in un’eruzione di fulgore.
Grida la
commozione,
Piange la
gioia,
Fa l’amore con la morte.
- S’estingue nel mare
Che di vita
Vibra.-
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SORDIDI LAMENTI
Sotto
betulle
torbide
lacrime
sordidi
lamenti
d’un pavone a cui
gli
sfolgorii delle piume
l’impervia selva
eclissa.
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FRANTUMAZIONE
Della
burrasca di vermiglio
E delle sue
magnifiche folgori
Solo
indugiano esauste perle
Sul lacero
perpetuino.
Segue l’eliotropio
Il fulgido
splendore;
ma non il
fiammante Apollo,
non il
Sole.
Si schiude
il mirabile fiore
Alla nera
ombra;
non all’estatica Selene,
non alla
Luna.
Allora
nella placida aurora.
(“Frantumata in lacrime l’illusione, nel silenzio della
solitudine sento forte la tua presenza;
Il mio demone mi ha lanciato contro un
boomerang ma la mia fede è cresciuta.
So che piangere significa ritrovarsi,
glorificare Dio non più il mio io.
Guardo avanti e scendendo nelle acque
battesimali
rinasco in Cristo Gesù come una sua nuova
creatura,
il male appartiene ormai al mio passato:
È cancellato e vinto, frantumato!”).
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ECHI ANCESTRALI
Una radura
imperlata
Di luce
Soffonde in
echi ancestrali
Di grandine
Un sogno
screziato
Di
malinconia;
Ciò che è
stato
Di
consapevolezza
S’inebria.
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FOGLIAME DI SANGUE
-Fogliame
di sangue
Macerato
graffia
E spiana
lercio sentiero
Entro faggi
di pece-
Lì giace
abietto
essere
scialbo
per le
bieche percosse
nei suoi
tardivi fremiti.
-Ma
scroscerà
Rugiada d’onice
Ed
irromperà ogni tinta
vivida nel
viluppo dell’ombra.-
Nell’iridi vitree sfolgorio
d’ardesia l’incita al primo
indomito
vacillare;
egli
correrà allora
reiterando
la vita
tra spine
di rose
superbe
ruggendo
lacrime.
--------------------------------------------------------------------------------------------------
PULSA...LA VITA
Nei celati
orizzonti
Incede
gelido il vento
Lontano coi
neri nembi.
A fiotti da
sprazzi d’azzurro
Floridi
imperlano i raggi
d’ambra i prati rinnovati.
Lassi e
sparuti solo
gli arbusti
straziati e tremanti
ancor
pulsano di vita
aspettando
della
primavera l’arancio e
il vermiglio.
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SOLE SPENTO
S’è spento il sole
nell’orizzonte
Vibra il
mare e
brilla d’oscurità
com’ogni tuo sguardo.
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SILENZIO CREPUSCOLARE
Prese l’iridi
Dal
silenzio crepuscolare
Nell’essere m’inabisso
Come amanti di fiamma tremanti
Brucianti
dinanzi all’oceano
In
burrasca.
Così l’avverto
Sole d’onice
Fatua
palpitare;
la vita.






















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